Tutti in piazza per firmare il testamento biologico
Venerdì 03 Aprile 2009 14:58
Torna in azione il banchino con notaio al seguito, sperimentato con successo dall'associazione Liberi di decidere, (la società civile si interroga sulla bioetica e decide di agire), nel corso dell'ultimo mese.
In particolare la versione operativa domani in piazza dei Ciompi a Firenze a partire dalle 10 di mattina e sino alle 18 della sera, sarà quella con l'attrezzatura “leggera”, predisposta per la sottoscrizione di testamenti “live”, tramite gazebo con tavolini e seggiole. Il notaio sarà a disposizione di chiunque vorrà “autodeterminarsi” fra le 15 e le 18.
Prima dell'arrivo del notaio, presso il gazebo dell'associazione sarà possibile ottenere informazioni, prendere documentazione, associarsi a Liberi di decidere e prendere confidenza con le carte di autodeterminazione: i documenti creati dagli esperti dell'Associazione che permettono di sottoscrivere i testamenti biologici nelle due versioni, quella firmata davanti al notaio e quella “fai da te”.
"Accorrete numerosi e sottoscrivete il vostro testamento biologico prima che l'approvazione definitiva di questa legge iniqua e limitante delle libertà personali - ha detto Stefano Stefani presidente dell'associazione - ci costringa a rinunciare alla libertà di decidere anche sulla nostra morte. Portateci le carte di autodeterminazione - ha concluso Stefani - che avete sottoscritto nella modalità fai da te, ne conserveremo una copia per voi assieme alle copie di quelle sottoscritte davanti al notaio, e non appena il Comune di Firenze aprirà il registro pubblico dei testamenti biologici, li porteremo insieme a Palazzo Vecchio per farli registrare dall'Ente. Un altro modo per opporsi democraticamente a questa legge inutile e deleteria per i diritti della persona”.
Videoclip della searata del 29 marzo 2009 al Teatro Puccini
Venerdì 03 Aprile 2009 14:50
Pubblichiamo il videoclip della serata con le dichiarazioni di Beppino Englaro e Paolo Flores d'Arcais
Reazione a caldo
Venerdì 27 Marzo 2009 14:00
Abbiamo ricevuto questo contributo da Alfredo Zuppiroli, membro della nostra Associazione, che volentieri pubblichiamo.
Di fronte a quanto accaduto oggi, 26 marzo 2009, con l’approvazione della legge Calabrò, la prima reazione è quella di sconcerto e vergogna, per appartenere ad un Paese dove la progressiva demolizione dei principi fondanti di uno stato di diritto, laico e civile, viene perpetrata con sistematica pervicacia. A queste reazioni emotive poi subentra il tentativo di argomentare, di fare ancora uso della logica, nella speranza che le palesi contraddizioni insite in questa legge generino reazioni positive nel Paese, e non solo un coro di lamenti fine a se stesso. Abbiamo infatti ancora un po’ di tempo a disposizione, seppur risicato, per provare a modificare la situazione. Al di là dei contenuti ideologici (basterebbe l’art. 1 con la sua "indisponibilità" della vita), al di là della palese irrisione che il centrodestra manifesta verso la maggioranza del Paese che secondo i sondaggi si è espressa a favore delle direttive anticipate, al di là del cinico e strumentale atteggiamento del capogruppo Pdl Maurizio Gasparri che dedica la giornata di oggi "a chi non c'è più", è evidente che la superficialità, le sgrammaticature professionali che contraddistinguono questa legge non potranno che generare una serie di ricorsi. Questa legge stravolge alla base il fondamento di ogni relazione sanitaria, che è il "consenso informato", posto alla base della legittimazione degli atti medici a partire dal mai troppo citato articolo 32 della Costituzione. Una delle contraddizioni più palesi è che la nuova legge non tocca la validità del consenso alle cure quando un cittadino è capace di esprimersi nel pieno delle sue facoltà; invece, nel momento in cui questo cittadino si fa debole, fragile, meritevole di tutela ma incapace di esprimersi, la legge invalida i suoi diritti e le sue espresse volontà di consentire o dissentire dai trattamenti sanitari. Finché io sono "bello, giovane e forte", posso dire alt a qualunque trattamento, se non lo voglio; quando invece perdo la mia capacità di relazionarmi con il mondo quel mio stesso alt non ha più valore, il mio corpo diventa proprietà di una legge che non solo mi obbliga a non scegliere, anzi mi impone di subire una serie di trattamenti che devono essere iniziati per forza. In due parole: da soggetto divento oggetto...Alla faccia dell’articolo 3 della Costituzione, che ci ricorda che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Incontro al Teatro Puccini domenica 29 marzo. Partecipano Beppino Englaro e Paolo Flores d'Arcais
Venerdì 27 Marzo 2009 17:20
Domenica 29marzo alle ore 20.30, presso il Teatro Puccini a Firenze, l'Associazione Liberididecidere promuove un incontro aperto a tutti i cittadini sulle prospettive che si aprono in seguito all'approvazione da parte del Senato della legge sul "Testamento biologico".
Partecipano Paolo Flores d'Arcais, direttore della rivista MicroMega, Beppino Englaro ed esperti di diritto costituzionale.
Sarà anche attivo, dalle ore 20.00, un banchino per la raccolta dei Testamenti biologici, alla presenza del notaio Luigi Aricò.
Lettera del Sen. Ignazio Marino a Liberi di decidere
Giovedì 26 Marzo 2009 14:00
Riceviamo questo contributo dal Sen. Ignazio Marino nei confronti dell'Associazione Liberididecidere, e lo estendiamo volentieri a tutti coloro che hanno consapevolmente voluto esprimere la volontà di esercitare il loro diritto all'autodeterminazione per i trattamenti sanitari a cui sottoporsi nel fine vita, attraverso l'attività dell'Associazione, la difesa del quale principio ci ha motivato fin dall'inizio di questo percorso comune. Per questo la pubblichiamo. Mariella Orsi
"Cara Mariella, il lavoro che l'Associazione "Liberididecidere" svolge è straordinario. Sono convinto che la vostra attività di promozione di iniziative, studi, ricerca e divulgazione sulla bioetica, con particolare riferimento all'inizio e la fine della vita, sia fondamentale per la discussione apertasi nel paese sul cosiddetto testamento biologico. Una legge, a mio giudizio necessaria, quella sulle volontà di fine vita. Il testo dovrebbe contenere la possibilità per ognuno di lasciare indicazioni su come intende concludere la propria esistenza, su quali siano le terapie cui si vuole essere sottoposti e quelle che invece non si ritengono accettabili. Sono concetti semplici, ci appartengono perché fanno parte dei diritti della persona sanciti dalla nostra Costituzione che prevede il diritto alla cura ma non il dovere alle terapie. E se una persona può godere di un diritto nel momento in cui è in grado di esprimersi, non vedo perché non dovrebbe continuare ad avvalersene, attraverso delle indicazioni scritte in precedenza, nel caso in cui perda la capacità di intendere e di volere.